Piede piatto

ll piede piatto è abbastanza comune

Piede piattoPuò trattarsi di un piede piatto che appare al momento della crescita con scomparsa della volta interna del piede quando si trova in appoggio. Si accompagna spesso a un tendine di Achille breve.

Questo tendine breve favorisce la deformazione, perché tira troppo dietro, e non consente la flessione dorsale completa della caviglia.

Questa flessione dorsale costituisce un movimento necessario per la camminata, e non potendosi  realizzare nella caviglia, si produce nel piede che compensa; la conseguenza è che il piede gira all’ interno, abbassando l’arco interno e così permettendo di guadagnare alcuni gradi di flessione.

Questo crollo si accompagna ad una deviazione in valgismo, cioè verso l’esterno del calcagno (l’osso del tallone). In alcuni casi di piede piatto dell’adolescente, si riscontra  un’anomalia congenita: esiste dalla nascita, una fusione di due ossa della parte posteriore del piede, che lo  fissa  in questa posizione di piede piatto valgo.

Può anche trattarsi di un piede piatto degenerativo che si verifica in un paziente più anziano. La volta interna si abbassa gradualmente, causando inizialmente dolori alle articolazioni e tendini che si trovano al livello della cima della volta con infiammazione e maggiore o minore gonfiore.

Poi il crollo continua con una deviazione dell’ avampiede che gira verso l’esterno e non si trova più nell’asse della parte posteriore. Questa deformazione è favorita dall’accorciamento del tendine di Achille che invecchiando, si ritrae per perdita della sua elasticità, impedendo la flessione dorsale totale del piede al livello della caviglia. Il crollo dell’arco interno compensa questa mancanza di movimento permettendo di trovare una certa mobilità a scapito di una deformazione dolorosa del piede.

In termini di meccanica, questa deformazione non è ben tollerata perché comporta  un funzionamento sbagliato del piede che comporta dolori di sovraccarico e  sforzi erronei delle articolazioni. All’ abbasamento del piede, consegue una rotazione anormale del arto inferiore sovrastante, con ulteriori conseguenze sulle articolazioni che sono sopra (ginocchio, anca, colonna vertebrale) e dunque su tutta la statica del corpo.

Cura

Piede piattoOccorre in tutti i casi trovare una soluzione per evitare al piede di funzionare di un modo sbagliato. Il piede piatto può soltanto portare problemi futuri.

Occorre cominciare indossando plantari ortopedici, che con rilievi ed appoggi, permetteranno di raddrizzare il piede e farlo funzionare in migliori condizioni; le suole non correggeranno il piede che conservera sempre questo difetto; sono utili per aiutare il piede a funzionare nell’asse ed evitare che la deformazione  peggiori,  con conseguenze sulla statica generale.

Inoltre, è consigliabile evitare l’uso di scarpe troppo piatte; infatti, un piccolo tacco permette di rilassare il tendine d’ Achille che, in questi casi, è spesso breve;

Sedute di riabilitazione con distensioni del tendine di Achille e dell’aponevrosi plantare possono anche aiutare a migliorare la situazione. Se il piede piatto resta doloroso nonostante l’aiuto delle suolette, occorrerà allora ricorrere alla chirurgia.

Vari tipi di operazioni sono possibile secondo il tipo di deformazione e l’età del paziente. In un soggetto giovane si potrà prevedere un intervento del  tipo “calcagno stop„ che consiste nel introdurre una piccola protesi – tipo perno – tra astragalo e calcagno per rimettere in asse la parte posteriore del piede; spesso è associato un allungamento del tendine                  d’ Achille.

Nei soggetti più anziani saranno proposte, o un’osteotomia del calcagno, o un’artrodesi tra calcagno e astragalo per irrigidire quest’articolazione in buona posizione ed evitare che le due ossa scivolino una sotto l’altra, con fuga del tallone verso l’esterno. A ciò può essere associato un allungamento del tendine d’ Achille ed un’osteotomia della parte mediale del piede per rimettere   l’avampiede nell’asse del tallone. Quest’ultimo tipo d’operazione è più complesso, richiede un periodo di convalescenza prolungata ed è proposto soltanto in casi che comportano un’invalidità importante.

After you have typed in some text, hit ENTER to start searching...